Come mantenere la memoria attiva negli anziani?

Mantenere attiva la memoria nella terza età, appunto nelle persone anziane, si può fare ed è il risultato di un “allenamento costante” attraverso la somministrazione da parte di professionisti del settore di attività ludiche ed esercizi specifici.
La ricerca in ambito scientifico ha ampiamente confermato che il decadimento cognitivo può essere attenuato. In che modo? Attraverso attività che allenano e mantengono attiva la memoria anche nella persona fragile e anziana.

Occorre precisare in questa premessa che la memoria può essere classificata in: Memoria Sensoriale, Memoria a Breve Termine e Memoria a Lungo Termine che a sua volta si suddivide in: memoria episodica, memoria semantica, procedurale e memoria di lavoro.

Per mantenere attive tutte queste differenti tipologie di memoria si possono proporre numerose attività sensoriali, manuali e cognitive a patto che esse siano significative per la persona e proposte seguendo una precisa scansione e routine quotidiana.

Le attività infatti non devono mai essere fini a sé stesse in quanto la persona, pur attivandosi, non ne trarrebbe beneficio sia sul piano cognitivo e sia su quello emotivo. È inoltre importante adeguare lo stimolo alle abilità della persona per mantenere un buon livello di benessere.

Quali attività si possono fare insieme agli anziani per mantenerli attivi?

Sul piano sensoriale, per stimolare i canali percettivi ancora presenti a livello tattile, visivo, udito, olfattivo, si può proporre: visione di film e/o immagini specifiche facendo attenzione alla velocità e ai colori proposti; profumi, essenze e spezie specifiche utili a rievocare ricordi anche grazie ad alcune domande stimolo.
Nell’elenco delle attività hanno un ruolo importante gli audiolibri, ascolto guidato di brani musicali o di suoni legati alla quotidianità; tessuti e oggetti gradevoli al tatto.

Alcune attività manuali stimolano invece la memoria procedurale tramite lo svolgimento di una sequenza motoria: lavorare a maglia, avvitare e svitare bulloni, attività di vita pratica (piegare, riordinare, curare le piante). Si tratta di azioni costituite da gesti semplici o complessi acquisiti fin dall’infanzia.

Infine, le attività cognitive incentivano la memoria semantica e altre funzioni cognitive: i cruciverba, il memory, quiz su tablet o pc possono essere esercizi importanti per allenarla.

Anche le attività più propriamente ludiche sono fondamentali per promuovere lo scambio, il confronto, la consapevolezza di sé, l’appartenenza e l’inclusione andando a contrastare la solitudine: dama, carte, puzzle, giochi da tavolo, laboratori di cucina, prendersi cura di un animale (pet-therapy), orto/giardinaggio, letture condivise.

In conclusione, per non indebolire e mantenere giovane il cervello non vi è altra soluzione se non quella di allenarlo. Esercitare la funzione mnemonica in ospiti con età molto avanzata come accade abitualmente nella nostra casa residenza per anziani, consente di migliorare le prestazioni cognitive, pertanto la sua qualità di vita.

Testo e informazioni a cura dell’educatrice e psicomotricista della CRA Villa Ranuzzi Rosita Pricoli.

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